Life is just a candle and dream must give it flame

martedì 22 dicembre 2009

Il Muro di Meyer

A richiesta pubblico uno dei miei testi, tra i più recenti e scritto in italiano (prima scrivevo solo in inglese, ora alterno)

p.s.: non so perchè mi scrive sottolineato XD


1


Cerco solo il perdono

Da ricevere e da dare

Un tisico, un aborto io sono

Ma ho ancora qualcosa da dire


2


Il mio tempo non è più tanto

Mi rimane la voglia di vita

Sono belli gli alberi di Pavlovsk

Ma mi è più caro quel muro romita


3


Le sue chiazze conosco a memoria

E amo scoprirne di nuove

Ognuna racconta una storia

Che presto dovrò abbandonare


4


O gli alberi o il muro

Per me è indifferente

Perché son quasi sicuro

Di andar verso il niente


Rit


Ho davanti il muro di Meyer

Di cui il ricordo è sicuro

Ma cerco gli alberi di Pavlovsk

Il mio sogno sarà meno oscuro


5


Non posso rimanere in vita

Le sue forme strane fan male

La follia impone l'uscita

Non son sotto alcun tribunale



6


Ma a cosa servono gli alberi?

Sono una consolazione?

Preferisco il muro di Meyer

Che all'oblio si oppone



7


Ignota è la vita futura

La passata ha perso il potere

Morrò fissandola austera

E non ne vorrò più sapere



Rit


Ho davanti il muro di Meyer

Di cui il ricordo è sicuro

Ma cerco gli alberi di Pavlovsk

Il mio sogno sarà meno oscuro


9


Mentre un povero idiota

Vaga per il parco

A cercare una risposta

Per un quesito irrisolto

mercoledì 2 dicembre 2009

Minareti e Misantropia

Sinteticamente non ho nulla da dire. Però lo devo dire. Nel senso, sono qui, questo foglio virtuale bianco davanti : perchè non scrivere qualcosa?
Il problema principale è che non saprei che dire, perchè forse sto diventando noioso perfino a me stesso : è un periodo così. Arriva il momento che conosci talmente in anticipo e bene le tue reazioni che ti stufi : sono prevedibile a me stesso e agli altri.
Certe volte mi piacerebbe invece essere estroso, artista, unico : tuttavia, più cerco qualcosa di caratterizzante in me e più mi rendo conto di essere - in linea di massima - normale.
Odio la normalità, perchè l'esteriorità la trasforma in uniformità : tutti sono uguali a tutti, sono percepiti identici.
Ovvio che se si va a scavare nella personalità di ognuno e la si conosce bene ne si rileva i tratti caratteristici, ma a me piacerebbe stagliarmi tra la folla, distinguermi tra le masse. Sì, lo so, è un pensiero megalomane : capita, posso?
Però non vorrei risaltare con gesti eclatanti, abbigliamenti eccentrici o pensieri sovversivi e controcorrente, bensì mediante un atteggiamento semplice, ma al tempo stesso ricercato, raffinato, unico, estroso e artistico (ho finito gli aggettivi XD) : direi quasi un trionfo di "aurea mediocritas".
Perchè secondo me oggi - con quello che ci propina la tv e "l'informazione" - è difficile essere normali : forse un motivo è che il tubo catodico toglie a prescindere la normalità per sostituirla con una patina di finzione che per me è fin troppo evidente o forse perchè ormai - per fare ascolti - bisogna prendere gente senza qualità ed osservarla nei suoi lati più tristi e particolari. Il che è tutto molto umano, ma orrendo.
Se ci fate caso - da quel poco che sopporto di vedere - tutti in tv si reputano persone semplici e poi non lo sono : hanno una voglia di cavalcare la cresta dell'onda spaventosa, si approfittano di una fama veramente idiota per farsi una vita a suon di euro e questo perchè? Perchè c'è chi li guarda e li giudica positivamente e dà loro spago e audience e tutta l'altra merda connessa.
Certe volte sono più misantropo del normale : odio la folla. Quella ignorante, vociante, pecorona, casinista, inconsapevole burattino in mani di pochi : me ne rendo conto soprattutto quando sto sul bus o cammino per le vie del centro e sento dei commenti che fanno rabbrividire. Non è ignoranza, nè paura : è solo la bassezza di certa gente che sputa sentenze perchè ha ragione e basta(probabilmente come sto facendo io ora XD).
Ad esempio ieri sera ero su un mezzo pubblico per recarmi all'ospedale in visita ad una neo mamma mia conoscente che mi imbatto nella manifestazione di lega nord (no comment, vi prego la politica no, non ce la posso fare XD) contro la moschea a Genova (tra l'altro ho poi notato la sera stessa su matrix che hanno fatto parlare il promotore di questa simpatica sfilata con tanto di bandiere svizzere... taccio ancora) e sento i seguenti commenti salire dal bus : "Quelli là sono tutti terroristi" "Provateci voi a mettere una chiesa nei loro paesi" e mugugni e commenti sul livello appena citato. Boh, mi sono sentito schifato e alieno : non sono così, non voglio esserlo e non voglio passare per una persona così.
Certe volte, anzi spesso, penso di essere abituato ad un modo di vivere troppo elevato per la realtà e sono io quello che si stupisce dell'ovvio : sì per questo sono parecchio ingenuo. Le cose che gli altri considerano scontate per me sono strane, nuove, talvolta assurde : quindi cosa faccio, cosa mi propongo?
Nulla, smetto di pensare così fondo e vado a vivere la mia triste, ignorante e ignava realtà... che è meglio.

giovedì 19 novembre 2009

Asha

Eccomi di nuovo qua, senza argomenti veramente buoni per scrivere un post degno di nota : però, ehi, mi va di scrivere.
Capita mai quando si ascolta una certa canzone senti che questa ti inizia a denudare, ti spoglia di te, delle tue maschere, delle tue certezze, dei tuoi sogni? Sei solo tu ed un'armonia di suoni e non ti serve altro : i problemi non ci sono, non hai bisogno di certezze, nè di verità. Hai bisogno solo che questa sensazione non finisca mai.
Di recente mi ha colpito un'espressione, captata non so dove e non so quando, per la sua precisione e correttezza : non sono un ragazzo risolto.
All'inizio pensi : "Che vuol dire?"
Poi ci ragioni un po' su e un significato lo trovi : essere irrisolto vuol dire essere incerto su se stesso, non sapere cosa volere, quali sogni inseguire e quali no, da quale realtà farsi ingabbiare e via dicendo. Tendenzialmente si è immaturi : beh, un pochino così mi sento.
Certo, ho anch'io le mie priorità, ma buona parte di queste in realtà si chiamano così perchè non ho alternative valide che reputo migliori di queste. Ad esempio l'università è una priorità, ma anche gli impegni familiari, i rapporti obbligati sono prioritari : non vuol dire che li odio, ma di alcune componenti ne farei a meno e non posso.
Due cose tendenzialmente mi salvano e mi aiutano un minimo ad esprimermi per quello che sono : gli amici e la musica, le uniche due bellissime cose che mi sono scelto completamente da solo, senza giudizi nè prospettive. Le ho solo vissute e continuo a farlo...giorno dopo giorno.
Forse in realtà è perchè non sento di aver bisogno di niente penso che mi manchi qualcosa o che la mia vita non è vera, non è quella che voglio : sono irrisolto e non so cosa cerco. Ma non in generale, anche solo nel breve periodo... vado ad esclusione.
Una volta, ad una lezione di musica a Sanremo Lab, Mussida ha detto che ci sono vari temperamenti musicali : il sanguigno, il malinconico, l'allegro e forse un altro che non ricordo. Il sanguigno prende la vita di petto, l'allegro è permeato da una grande leggerezza : ma io mi trovavo benissimo nel malinconico, chi si fa una serie infinita di domande esistenziali inutili alla vita quotidiana non trovando delle risposte pronte all'uso. Potrei spararvi una serie di seimila dubbi che mi sono posto gli ultimi due giorni e fare la conta di quelli cui ho trovato una ragione soddisfacente.
Penso di essere come una maschera pirandelliana, che ha smesso di vivere perchè ha iniziato (forse troppo presto...) ad osservarsi nel farlo : roba da manicomio tendenzialmente, ma sono abbastanza una persona sensata da non farlo trasparire, infatti scrivo qua dove ognuno può essere chiunque e nessuno, compreso se stesso... e continuo a chiedermi : chi dice chi sei? Tu, gli altri, le tue azioni, un qualche dio? Probabilmente - come ogni cosa - ognuno dice la sua e tutti hanno ragione su alcune cose e torto su altre : è la complessità umana.
Probabilmente queste cose non potranno essere prese sul serio : chi con una vita sociale ed una mente normale farebbe questo? Lo capisco, ma ogni tanto mi prende di lasciare aperta la valvola della schiettezza malata, che mi fa bene perchè quando mi rileggo capisco un po' meglio me stesso, perchè alla fine - per quanto ti sforzi - non ti capisci quasi mai.
In regalo un paio di versi in lingua inglese, i primi dopo parecchio tempo:
If body decays
No soul'll be pleased to stay
And all the thought I have
I bring 'em back to my grave

martedì 27 ottobre 2009

Ho sempre invidiato quelli che parlano della loro vita come se nulla fosse e fanno riuscire tutto interessante : sia come fatti scritti su un blog o raccontati a voce. Mi viene il dubbio che non tutto ciò che è raccontato corrisponda a piena verità, ma ti rendi subito conto che - soprattutto per i bloggers - a parte qualche artefatto scenico, il resto corrisponde al vero. Bravi, bravi davvero. Non è sarcastico : bravi a parlare dei fatti vostri senza dire nulla di concreto, bravi a parlare di una giornata noiosa e farla sembrare un po' più divertente. Bravi a dire tutto e non dire niente : ci vuole davvero del talento. I blog sono non-luoghi (grazie prof.) informatici in cui ti senti un po' filosofo, un po' buddha, un po' zarathustra, ma soprattutto molto te stesso, per questo annoi o diverti, di sicuro colpisci : chi ti legge impara qualcosa di te, ma difficilmente lo applica alla vita reale, perchè sei troppo tu per essere te stesso e ti tratta come ha sempre fatto. Forse meglio in parecchi casi, no? Perchè c'è gente da ricovero. Nella vita reale non è implicato il dubbio esistenziale interno, nella vita reale il problema psicologico è ignorato, quello sentimentale minimizzato : perchè la vita va avanti. Bella scoperta, andasse indietro festeggerei, perchè alcuni errori non li farei di nuovo e farei altre cose che mi avrebbero fatto stare meglio : caro babbo natale, quest'anno voglio... un cervello nuovo, qualcosa da dire veramente, un nuovo ampli da basso, un'immagine pubblica diversa, più mia, più verosimile a come sono veramente.
Anzi no, voglio essere stronzo : si può fare?
No, non ho bevuto, ma mi sono privato di quella maschera di serietà e coscienza di me stesso che nell'intimità pesano come macigni. Tanto non legge praticamente nessuno, se dico qualcosa di scandaloso è probabile che a nessuno importi : nessuno c'è e inoltre tu non sei realmente quello che scrive, sei un altro dal vivo. E' vero, purtroppo, fottutamente vero e certe volte è meglio così, perchè ogni tanto mi faccio un po' di paura e pena : è normale, ma nessuno ha il coraggio di dirselo, nessuno è troppo onesto e impietoso con sè stesso, a che serve?
Tu sei quello visto tutti i giorni all'università, in giro in centro, in sala prove e non puoi pensare diversamente da quello che traspare : potessi vivere nel vero, starebbero tutti peggio, io benissimo, perchè conoscere per bene le persone e ciò che pensano è sempre stata una mia fissa. Purtroppo - scontato, sì lo sono, perdonatemi sono umano come tutti - viviamo nelle mezze verità, dove ci accontentiamo di quello che ci viene detto e proposto : ma sarà vero?
Non lo so, forse è un eccesso formale di dubbi veramente fini a sè stessi, ma ogni tanto mi piacere ridondare nelle cazzate, è il mio elemento.
Buon mondo a tutti

giovedì 22 ottobre 2009

Druj

Beh, eccomi di nuovo qua : la voglia di scrivere non è sempre al massimo. Non che non abbia cose da dire, anzi, ma una cosa è averle in testa sparse lì dentro e un' altra è tirarle fuori e dar loro un senso coerente ed univoco. Mi ritrovo qua a chiedermi di cosa possa necessitare ora, ma sinceramente tra un paio di utopie e qualche banalità non so cosa mi manca : posso dire che mio sono abituato ad avere quello che ho, che può essere poco come no. Non mi piace rimanere statico : un amico ha scritto "in generale mai fermarsi, la staticità uccide" e lo ringrazio per averlo scritto, perchè in una breve frase ha messo per iscritto un concetto che mi vagava per la mente da due o tre anni. Posso essere considerato qualsiasi cosa tranne che statico, non mi piace rimanere lì, cristallizzato in me stesso, così cambio : taglio i capelli, la barba, mi faccio crescere i baffi, un po' mi vesto da rocker puzzone e un po' borghesuccio senza pretese. Tutti cambi esteriori, perchè l'esteriorità non vale un cazzo : non mi frega niente del look, sono sempre io perdio! E non capisco - davvero - chi ci tiene così tanto : forse perchè ti giudicano in base a quello. Tu sei quello che vesti, quello che fai e quello che dici : ma, soprattutto, sei quello che gli altri pensano di te. Sbagliato. Sbagliatissimo, cazzo. Cosa ci vuole a pensare superficialmente? Lo fanno tutti, solo che troppi si permettono di giudicare senza sapere le cose e si incazzano se non la pensi come loro o se ti comporti come ti senti di comportarti : assurdo. Sarò pure idiota, ma non mi permetto di giudicare le persone in faccia senza avere un minimo di cognizione di causa : capperi, si parla di rispetto! E, giuro, mi dà fastidio chi ti giudica dall'alto della sua freddezza, della sua maturità, del suo "scusa, ma sei troppo fesso" : sono fesso, lasciatemi confrontare coi pari miei. Rideranno, piangeranno e vivranno come coglioni, ma ti trattano come uno di loro.
Forse sono cresciuto male : in famiglia mi hanno insegnato che siamo tutti uguali (a parte Berluska che è un po' meglio, ma se lo dice lui è sacro) e abbiamo tutti diritto ad un minimo di rispetto. Non sto facendo riferimenti a nessuno in particolare, è un disegno generale scaturito dalla mia mente contorta : poi è facile ritrovarsi in queste situazioni, è il bello di questo. Spero che questi sproloqui servano da spunto per chiunque capiti qui per sbaglio, anche solo per capire come si pone di fronte a queste situazioni.
Mi fermo e rileggo tutto. Pensiero 1 : "Beh, è quello che avevo in mente (che cazzo ho scritto?)".
Pensiero 2 : "Ma chi mi giudica idiota? (Che cazzo ho scritto?)". Pensiero 3 : "Tanto, a parte forse un paio di persone, non leggerà nessuno (Che cazzo ho scritto?)".
Boh, sono ancora qua, con queste seghe per la testa, una canzone che abbiamo scritto col gruppo che non smetterei mai di suonare ed ascoltare, con tre compitini da preparare e un ferita cui sono stati tolti quattro punti : "Com'è andata l'operazione, Zio?" "Bene, grazie".

lunedì 29 giugno 2009

Immaginarsi all'estero...

Italiani, stanchi di essere ricordati all'estero per la pizza, gli spaghetti e il mandolino?
Niente paura, da qualche tempo in avanti saremo ricordati per Berlusconi, le veline e la nuda felicità di Topolanek a Villa Certosa.
L'evoluzione della specie.

lunedì 18 maggio 2009

Conversazioni Agnostiche (13/04/09, ore 23.06)

Cosa ti rende migliore di noi, dio?
Forse la tua altezza, la tua silenziosa maestosità,
Il tuo guardarci dall'alto verso il basso,
Il tuo stupirci senza muovere dito...
Esisti veramente?
Non saremmo degni di te,
E qui giù nessuno ci pensa più,
Continuano solamente a vivere
E sperare che un di là ci sia e sia meglio,
Senza coscienza e conoscenza

giovedì 9 aprile 2009

Poesia (05/04/09, ore 00.38)

Poesia non è solo arte,
Ma verità :
La sintesi di parole e pianto,
Rabbia e bestemmie,
Immortale perchè racconta la vita
E come questa continua ad emozionare...
Dopo di noi...

mercoledì 25 marzo 2009

Faccio una foto

Faccio una foto del sole su Genova
Le nuvole, l'imbrunire sulle coste aspre
L'infinito che sembra manifestarsi
E porgere una mano a chi medita...
Metto via la macchina fotografica:
non se lo merita...

sabato 14 marzo 2009

Guardo le luci all'orizzonte (06/09/08, ore 00.10)

Guardo le luci all'orizzonte dipinte sulla costa
E gioisco
Tutto sembra essere a posto, ma il mio sorriso
Si spegne dopo poco
Nessuna luce accende il mio cuore
E gioisco dell'oscurità
Amo l'oscurità

lunedì 9 marzo 2009

E' l'una di notte (31/07/08, ore 1.30)

E' l'una di notte
Una leggera brezza mi avvolge
Davanti a me solo la strada, sgombra come la mia mente
Ho bisogno dei miei amici, almeno ho bisogno di cercarli
Perchè so che non ci sono
Le parole delle piccole comitive
Raggruppate vicino alle auto o ai locali
Mi scivolano addosso
La mia meta è un'altra : devo continuare a cercare
La bocca dell'asino, e mi chiedo perchè sono qui