Eccomi di nuovo qua, senza argomenti veramente buoni per scrivere un post degno di nota : però, ehi, mi va di scrivere.
Capita mai quando si ascolta una certa canzone senti che questa ti inizia a denudare, ti spoglia di te, delle tue maschere, delle tue certezze, dei tuoi sogni? Sei solo tu ed un'armonia di suoni e non ti serve altro : i problemi non ci sono, non hai bisogno di certezze, nè di verità. Hai bisogno solo che questa sensazione non finisca mai.
Di recente mi ha colpito un'espressione, captata non so dove e non so quando, per la sua precisione e correttezza : non sono un ragazzo risolto.
All'inizio pensi : "Che vuol dire?"
Poi ci ragioni un po' su e un significato lo trovi : essere irrisolto vuol dire essere incerto su se stesso, non sapere cosa volere, quali sogni inseguire e quali no, da quale realtà farsi ingabbiare e via dicendo. Tendenzialmente si è immaturi : beh, un pochino così mi sento.
Certo, ho anch'io le mie priorità, ma buona parte di queste in realtà si chiamano così perchè non ho alternative valide che reputo migliori di queste. Ad esempio l'università è una priorità, ma anche gli impegni familiari, i rapporti obbligati sono prioritari : non vuol dire che li odio, ma di alcune componenti ne farei a meno e non posso.
Due cose tendenzialmente mi salvano e mi aiutano un minimo ad esprimermi per quello che sono : gli amici e la musica, le uniche due bellissime cose che mi sono scelto completamente da solo, senza giudizi nè prospettive. Le ho solo vissute e continuo a farlo...giorno dopo giorno.
Forse in realtà è perchè non sento di aver bisogno di niente penso che mi manchi qualcosa o che la mia vita non è vera, non è quella che voglio : sono irrisolto e non so cosa cerco. Ma non in generale, anche solo nel breve periodo... vado ad esclusione.
Una volta, ad una lezione di musica a Sanremo Lab, Mussida ha detto che ci sono vari temperamenti musicali : il sanguigno, il malinconico, l'allegro e forse un altro che non ricordo. Il sanguigno prende la vita di petto, l'allegro è permeato da una grande leggerezza : ma io mi trovavo benissimo nel malinconico, chi si fa una serie infinita di domande esistenziali inutili alla vita quotidiana non trovando delle risposte pronte all'uso. Potrei spararvi una serie di seimila dubbi che mi sono posto gli ultimi due giorni e fare la conta di quelli cui ho trovato una ragione soddisfacente.
Penso di essere come una maschera pirandelliana, che ha smesso di vivere perchè ha iniziato (forse troppo presto...) ad osservarsi nel farlo : roba da manicomio tendenzialmente, ma sono abbastanza una persona sensata da non farlo trasparire, infatti scrivo qua dove ognuno può essere chiunque e nessuno, compreso se stesso... e continuo a chiedermi : chi dice chi sei? Tu, gli altri, le tue azioni, un qualche dio? Probabilmente - come ogni cosa - ognuno dice la sua e tutti hanno ragione su alcune cose e torto su altre : è la complessità umana.
Probabilmente queste cose non potranno essere prese sul serio : chi con una vita sociale ed una mente normale farebbe questo? Lo capisco, ma ogni tanto mi prende di lasciare aperta la valvola della schiettezza malata, che mi fa bene perchè quando mi rileggo capisco un po' meglio me stesso, perchè alla fine - per quanto ti sforzi - non ti capisci quasi mai.
In regalo un paio di versi in lingua inglese, i primi dopo parecchio tempo:
If body decays
No soul'll be pleased to stay
And all the thought I have
I bring 'em back to my grave