Ho sempre invidiato quelli che parlano della loro vita come se nulla fosse e fanno riuscire tutto interessante : sia come fatti scritti su un blog o raccontati a voce. Mi viene il dubbio che non tutto ciò che è raccontato corrisponda a piena verità, ma ti rendi subito conto che - soprattutto per i bloggers - a parte qualche artefatto scenico, il resto corrisponde al vero. Bravi, bravi davvero. Non è sarcastico : bravi a parlare dei fatti vostri senza dire nulla di concreto, bravi a parlare di una giornata noiosa e farla sembrare un po' più divertente. Bravi a dire tutto e non dire niente : ci vuole davvero del talento. I blog sono non-luoghi (grazie prof.) informatici in cui ti senti un po' filosofo, un po' buddha, un po' zarathustra, ma soprattutto molto te stesso, per questo annoi o diverti, di sicuro colpisci : chi ti legge impara qualcosa di te, ma difficilmente lo applica alla vita reale, perchè sei troppo tu per essere te stesso e ti tratta come ha sempre fatto. Forse meglio in parecchi casi, no? Perchè c'è gente da ricovero. Nella vita reale non è implicato il dubbio esistenziale interno, nella vita reale il problema psicologico è ignorato, quello sentimentale minimizzato : perchè la vita va avanti. Bella scoperta, andasse indietro festeggerei, perchè alcuni errori non li farei di nuovo e farei altre cose che mi avrebbero fatto stare meglio : caro babbo natale, quest'anno voglio... un cervello nuovo, qualcosa da dire veramente, un nuovo ampli da basso, un'immagine pubblica diversa, più mia, più verosimile a come sono veramente.
Anzi no, voglio essere stronzo : si può fare?
No, non ho bevuto, ma mi sono privato di quella maschera di serietà e coscienza di me stesso che nell'intimità pesano come macigni. Tanto non legge praticamente nessuno, se dico qualcosa di scandaloso è probabile che a nessuno importi : nessuno c'è e inoltre tu non sei realmente quello che scrive, sei un altro dal vivo. E' vero, purtroppo, fottutamente vero e certe volte è meglio così, perchè ogni tanto mi faccio un po' di paura e pena : è normale, ma nessuno ha il coraggio di dirselo, nessuno è troppo onesto e impietoso con sè stesso, a che serve?
Tu sei quello visto tutti i giorni all'università, in giro in centro, in sala prove e non puoi pensare diversamente da quello che traspare : potessi vivere nel vero, starebbero tutti peggio, io benissimo, perchè conoscere per bene le persone e ciò che pensano è sempre stata una mia fissa. Purtroppo - scontato, sì lo sono, perdonatemi sono umano come tutti - viviamo nelle mezze verità, dove ci accontentiamo di quello che ci viene detto e proposto : ma sarà vero?
Non lo so, forse è un eccesso formale di dubbi veramente fini a sè stessi, ma ogni tanto mi piacere ridondare nelle cazzate, è il mio elemento.
Buon mondo a tutti
Life is just a candle and dream must give it flame
martedì 27 ottobre 2009
giovedì 22 ottobre 2009
Druj
Beh, eccomi di nuovo qua : la voglia di scrivere non è sempre al massimo. Non che non abbia cose da dire, anzi, ma una cosa è averle in testa sparse lì dentro e un' altra è tirarle fuori e dar loro un senso coerente ed univoco. Mi ritrovo qua a chiedermi di cosa possa necessitare ora, ma sinceramente tra un paio di utopie e qualche banalità non so cosa mi manca : posso dire che mio sono abituato ad avere quello che ho, che può essere poco come no. Non mi piace rimanere statico : un amico ha scritto "in generale mai fermarsi, la staticità uccide" e lo ringrazio per averlo scritto, perchè in una breve frase ha messo per iscritto un concetto che mi vagava per la mente da due o tre anni. Posso essere considerato qualsiasi cosa tranne che statico, non mi piace rimanere lì, cristallizzato in me stesso, così cambio : taglio i capelli, la barba, mi faccio crescere i baffi, un po' mi vesto da rocker puzzone e un po' borghesuccio senza pretese. Tutti cambi esteriori, perchè l'esteriorità non vale un cazzo : non mi frega niente del look, sono sempre io perdio! E non capisco - davvero - chi ci tiene così tanto : forse perchè ti giudicano in base a quello. Tu sei quello che vesti, quello che fai e quello che dici : ma, soprattutto, sei quello che gli altri pensano di te. Sbagliato. Sbagliatissimo, cazzo. Cosa ci vuole a pensare superficialmente? Lo fanno tutti, solo che troppi si permettono di giudicare senza sapere le cose e si incazzano se non la pensi come loro o se ti comporti come ti senti di comportarti : assurdo. Sarò pure idiota, ma non mi permetto di giudicare le persone in faccia senza avere un minimo di cognizione di causa : capperi, si parla di rispetto! E, giuro, mi dà fastidio chi ti giudica dall'alto della sua freddezza, della sua maturità, del suo "scusa, ma sei troppo fesso" : sono fesso, lasciatemi confrontare coi pari miei. Rideranno, piangeranno e vivranno come coglioni, ma ti trattano come uno di loro.
Forse sono cresciuto male : in famiglia mi hanno insegnato che siamo tutti uguali (a parte Berluska che è un po' meglio, ma se lo dice lui è sacro) e abbiamo tutti diritto ad un minimo di rispetto. Non sto facendo riferimenti a nessuno in particolare, è un disegno generale scaturito dalla mia mente contorta : poi è facile ritrovarsi in queste situazioni, è il bello di questo. Spero che questi sproloqui servano da spunto per chiunque capiti qui per sbaglio, anche solo per capire come si pone di fronte a queste situazioni.
Mi fermo e rileggo tutto. Pensiero 1 : "Beh, è quello che avevo in mente (che cazzo ho scritto?)".
Pensiero 2 : "Ma chi mi giudica idiota? (Che cazzo ho scritto?)". Pensiero 3 : "Tanto, a parte forse un paio di persone, non leggerà nessuno (Che cazzo ho scritto?)".
Boh, sono ancora qua, con queste seghe per la testa, una canzone che abbiamo scritto col gruppo che non smetterei mai di suonare ed ascoltare, con tre compitini da preparare e un ferita cui sono stati tolti quattro punti : "Com'è andata l'operazione, Zio?" "Bene, grazie".
Forse sono cresciuto male : in famiglia mi hanno insegnato che siamo tutti uguali (a parte Berluska che è un po' meglio, ma se lo dice lui è sacro) e abbiamo tutti diritto ad un minimo di rispetto. Non sto facendo riferimenti a nessuno in particolare, è un disegno generale scaturito dalla mia mente contorta : poi è facile ritrovarsi in queste situazioni, è il bello di questo. Spero che questi sproloqui servano da spunto per chiunque capiti qui per sbaglio, anche solo per capire come si pone di fronte a queste situazioni.
Mi fermo e rileggo tutto. Pensiero 1 : "Beh, è quello che avevo in mente (che cazzo ho scritto?)".
Pensiero 2 : "Ma chi mi giudica idiota? (Che cazzo ho scritto?)". Pensiero 3 : "Tanto, a parte forse un paio di persone, non leggerà nessuno (Che cazzo ho scritto?)".
Boh, sono ancora qua, con queste seghe per la testa, una canzone che abbiamo scritto col gruppo che non smetterei mai di suonare ed ascoltare, con tre compitini da preparare e un ferita cui sono stati tolti quattro punti : "Com'è andata l'operazione, Zio?" "Bene, grazie".
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