Life is just a candle and dream must give it flame

lunedì 29 marzo 2010

Il Baratto (Genova, 29/03/2010 ore 18.16)

Torno dopo un po' di settimane con una poesia, forse mai come in questo caso strumento di chi non ha nulla di concreto da dire, nessuna realtà da estrapolare ed esporre. La routine in sostanza annoia. Allora vorrei proporre questa cosa qua, abbastanza fresca di giornata, scaturita da una delusione. Anzi no, dal puntuale manifestarsi di un illusione : quante volte rifuggiamo l'inevitabile quando c'è la possibilità di illudersi ancora un po' e un po' meglio? Non ci stai male, ma pensi un po' di più; non ti arrabbi, ma raccogli i tuoi pensieri e cerchi di incanalarli in un'unica direzione : questa è la maschera di risultato che ho ottenuto.

Il Baratto

Barattare l'arte con l'amore
E' la fugace via del solitario
Diverso da tutti
E uguale all'ordinario
E' l'espressione del dedalo mentale
E il trionfo dell'ignavia sociale

Saluti

sabato 13 marzo 2010

Foreman's peppery live

Di ritorno da un concerto : stanco, ma piuttosto soddisfatto. Dura la vita del musicista underground. La fatica è enorme e la soddisfazione esigua : bisogna campare di passione e divertimento costante nel suonare. Prendere sul serio la musica, ma non prendersi mai troppo seriamente : fa male al sound e toglie l'umiltà.
Non mi sono mai sentito un musicista - o un artista - nel vero senso del termine : magari faccio qualcosa di riconducibile a tutto questo, ma mi sembra finto etichettarmi in tale maniera; mi rende poco giustizia. Mi sento di più come un tizio che cerca di esprimersi in qualche modo attraverso la musica, di comunicare il vortice dei propri sentimenti mentre si suona qualsiasi pezzo possibile.
Non sarò mai un musicista degno di nota, nè tanto meno un musicista di professione : anzi, certe volte penso proprio di non avere moltissime qualità; tuttavia questo può essere ricondotto alla mia tendenza di avere carenza di autostima.
Credere in me stesso è una cosa che mi annoia. E' molto più semplice credere negli altri : ti danno la loro benevolenza e ti senti bene.
Però giuro che un giorno troverò il mio posto nel grande banchetto della società; troverò il mio angolo di mondo e forse il mio rifugio di serenità. Con la musica, si intende. Però sono preoccupato di questo : non riesco ad immaginarmi vecchio senza suonare. Anche quando avrò l'artrite o l'Ahlzeimer e non ricorderò cos'è quello strano strumento a cinque corde che tengo in studio (ma lol).
Comunque sia - stream of consciousness - il concerto è stato buono : qualche inconveniente tecnico, qualche errore nella norma e parecchio divertimento. Da notare la nostra cena frugale e piccantissima dal sapore africano presso il
"Rufus and Black" del mitico Foreman (sì il gestore è identico al dottore di colore della fiction tv ^^)e il numero nutrito di persone nonostante la poca pubblicità alla serata (ebbene sì, erano tutti amici del cantante!), ma anche lo sbattimento fotonico per montare/smontare tutto e fare dei suoni decenti in un locale che piccolo e caotico è dire poco (eh...dura la vita del roadie/sound engineer...).
E ora mi ritrovo qui, stanco e pensieroso davanti a questo schermo e mi chiedo - guardando fuori dalla finestra - se è più soddisfacente il cielo stellato sul mare o l'affermarsi nella vita.
Non conosco le dinamiche della seconda, ma posso dire che qui fuori c'è un paesaggio bellissimo.
Buonanotte