Si torna sempre a quel punto. La gente vuole che tu creda a quello che ti dice di credere; pensa veramente che le loro condizioni sono le uniche e possibili. Le più sensate. Chiedo scusa se dissento, se dico che certe cose sono soggettive, se non punto al massimo : almeno si riduce la competizione per diventare superuomo, no?
No, non sono comunista, lo ripeto, come vorrei ripetere che non voglio parlare di politica : rovina i rapporti per niente. Tanto noi subiamo i giochi di chi siede al di là della scrivania, sotto qualsiasi bandiera.
E comunque non approvo nemmeno questo governo. E non voglio aggiungere davvero più altro.
Mi dà fastidio che cercano di inquadrarti, di trovare un target per te : cercano di ammansirti, chiudendoti in una gabbia di luoghi comuni e ti riempiono di passatempi che annichiliscono il cervello. Così diventi innocuo. Siamo gente innocua; innocua, ma non innocente : siamo tutti colpevoli, anche se - alla fine - nessuno lo è. Come in un Aleph, dove c'è tutto è il contrario di tutto e ogni cosa può essere infinite cose identiche nello stesso luogo.
La mia mente è un Aleph, anzi un Dedalo senza uscita, senza voler uscire : perchè vivere è perdersi. E perdersi vuol dire non mancare alcuna occasione. Prima che sia troppo tardi; prima che l'abitudine ci sopraffaccia; prima di essere talmente vecchi da soffrire per l'inconsueto. Spostate i posti a tavola a casa di un anziano : probabilmente morirà dentro.
Non sto cercando di dirvi dello cose, sto cercando di dirmi delle cose, perchè leggendo ti "istituzionalizzi", parli con il tuo personaggio, la tua copertina; e lo giudichi : spietato, impietoso e crudele.
Sono uno che - per imparare qualcosa - deve fare gli stessi errori parecchie volte, altrimenti si rende conto troppo tardi che ha compromesso qualcosa.
Ma siamo fortunati : abbiamo un mondo di vetro che ci protegge e - come una tv - ci dice solo cose belle.
Trovatemi qualche problema
Mi sento demente
Potrei avere tutto
E invece non ho niente